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Longino & Cardenal chiude il primo semestre 2026 con un miglioramento della redditività e il ritorno all’utile. Il gruppo accelera sull’efficienza, investe nell’intelligenza artificiale e rafforza la struttura commerciale, mentre guarda all’Asia come una delle aree più interessanti per lo sviluppo internazionale. “Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti nel primo semestre – commenta Riccardo Uleri, amministratore delegato di Longino & Cardenal -. Le società del gruppo hanno performato bene”. Il primo semestre 2026 si è chiuso con il ritorno all’utile. Qual è la sua lettura dei risultati? Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti nel primo semestre. Dopo alcuni anni complessi, tornare a chiudere un bilancio con un risultato positivo rappresenta per noi una grande soddisfazione. L'aspetto che considero più importante è che siamo riusciti a mantenere la marginalità in un contesto di forte volatilità dei prezzi, soprattutto per quanto riguarda i trasporti, che incidono in maniera importante sui prodotti che acquistiamo all'estero. Abbiamo lavorato molto sull'efficienza e questo ci ha permesso di contenere i costi e migliorare il risultato operativo anche in presenza di ricavi leggermente inferiori. Nel complesso, tutte le società del gruppo hanno performato bene. Quali sono state le principali leve di questo miglioramento? Abbiamo lavorato molto sull'efficienza dei processi e utilizzato in maniera significativa l'intelligenza artificiale per automatizzare numerose attività ripetitive, soprattutto nell'ufficio acquisti e nell'amministrazione. È un esempio di come la tecnologia possa permetterci di rendere l'organizzazione più efficiente senza perdere capacità operativa. Ora la sfida è tornare a crescere. Su quali direttrici state lavorando? Stiamo agendo su più fronti. Da una parte c'è il rafforzamento della rete commerciale esterna. Dall'inizio dell'anno abbiamo un nuovo direttore commerciale, stiamo lavorando sui capiarea e stiamo migliorando la rete degli agenti. Dall'altra abbiamo creato un supporto interno alla rete, un ufficio che chiamiamo Relazione e sviluppo clienti. L'obiettivo è avere una gestione molto più strutturata delle relazioni commerciali. Ci sono persone che contattano i clienti attivi, quelli che non acquistano più e i potenziali nuovi clienti. Attraverso il CRM riusciamo a sapere quando un cliente smette di comprare, a contattarlo rapidamente per capire il motivo e a provare a riattivare la relazione. Allo stesso modo, lavoriamo sui prospect per trasformare le opportunità in ordini o appuntamenti con la rete commerciale. Il punto è avere una conoscenza molto precisa del nostro portafoglio, dobbiamo sapere chi compra, chi non compra, perché non compra, quando è stato contattato e quale può essere il passo successivo. Anche in questo processo l'intelligenza artificiale sta diventando uno strumento operativo? Sì, e in maniera molto concreta. Stiamo utilizzando l'intelligenza artificiale per preparare le telefonate ai clienti. Non vogliamo sostituire la persona con un operatore artificiale, il rapporto umano resta fondamentale, soprattutto in un'attività commerciale come la nostra. L'intelligenza artificiale prepara però il lavoro dell'operatore. Incrocia lo storico degli acquisti, individua ciò che il cliente non compra più, analizza il suo menu e il suo sito e suggerisce quali prodotti potrebbero essere più interessanti da proporre. In questo modo la telefonata viene preparata sulla base di una serie di informazioni che altrimenti richiederebbero molto tempo per essere raccolte. È una sorta di brief costruito dall'intelligenza artificiale, che consente alla persona di arrivare al contatto con il cliente conoscendo già la situazione e le possibili opportunità. Tra le altre leve di sviluppo c'è anche la Digital Farm. Sì. La Digital Farm sta crescendo molto e si occupa di digitale per aziende del nostro settore, dai produttori ai ristoratori: e-commerce, siti internet, comunicazione digitale e social. Sta funzionando bene e continua ad acquisire clienti. È una società di consulenza, lavora con una logica diversa rispetto alla nostra tradizionale vendita di prodotti, ma soprattutto ci sta dando una velocità di esecuzione che prima non avevamo. Oggi possiamo gestire internamente advertising, marketing, newsletter, promozioni e materiali grafici, dalla realizzazione all'invio. In un mondo sempre più veloce, questa capacità di esecuzione rappresenta un vantaggio importante. Guardando ai mercati internazionali, come stanno cambiando le vostre priorità? Non c'è ancora una risposta definitiva, ma sicuramente c'è un orientamento. Gli Stati Uniti rimangono un mercato importante per Longino & Cardenal e per il nostro tipo di prodotto. Non vogliamo quindi considerare chiusa quella esperienza. In questo momento preferiamo però aspettare che il quadro si stabilizzi. L'Asia, invece, sta diventando un'area molto interessante. Hong Kong sta andando bene e, più in generale, vediamo segnali positivi nell'Est asiatico. Quali sono i mercati che guardate con maggiore attenzione? Singapore e Thailandia sono particolarmente interessanti. Anche Vietnam e Filippine stanno crescendo rapidamente, anche se sono ancora un po' distanti dal profilo del consumatore ideale per i nostri prodotti. È importante anche capire il momento giusto per entrare in un mercato. Arrivare troppo presto non è necessariamente un vantaggio, se il mercato non è ancora maturo, è difficile costruire un'attività profittevole. E il Medio Oriente? Lì stiamo mantenendo una posizione prudente. Siamo a Dubai da più di dieci anni e non abbiamo intenzione di disperdere il lavoro costruito in tutto questo tempo. Abbiamo alleggerito la struttura e mantenuto una presenza sul mercato, aspettando che la situazione si normalizzi. Le fiere internazionali sono state confermate e ci aspettiamo che il turismo business possa gradualmente riprendere, dando ossigeno alla ristorazione e all'hotellerie. La situazione non è ancora tornata ai livelli precedenti, ma a Dubai si respira già un'aria diversa rispetto ai primi mesi del conflitto. Qual è quindi la prospettiva per il secondo semestre? Affrontiamo il secondo semestre con molto entusiasmo. Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti nella prima parte dell'anno, abbiamo recuperato redditività, reso il gruppo più efficiente e costruito nuove leve commerciali. Adesso dobbiamo tornare a crescere, mantenendo la solidità raggiunta e continuando a utilizzare tecnologia e intelligenza artificiale per rendere l'organizzazione più veloce ed efficiente.
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05/10/2026
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