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Lanciaprima (Websolute): «Con l’AI cambia il modello di business e cresce il livello dei progetti»

Dopo un 2025 segnato dal rallentamento degli investimenti digitali tradizionali, Websolute ha avviato un piano industriale triennale che punta sul recupero della marginalità, sull'efficientamento organizzativo e soprattutto sulla crescita dei servizi legati all'intelligenza artificiale. Una trasformazione che sta modificando anche il posizionamento della società: dalla tradizionale attività nel digitale e nel marketing alla consulenza e alla realizzazione di progetti di AI transformation per i processi interni ed esterni delle imprese. “Con l'approvazione della semestrale abbiamo verificato la coerenza dei risultati rispetto ai target del piano industriale e li abbiamo confermati – spiega Maurizio Lanciaprima, Amministratore Delegato CFO e Investor Relations Manager di Websolute -. Al 30 giugno il backlog ordini consolidato evidenziava una crescita superiore a quella dei ricavi del primo semestre. Sulla base del portafoglio acquisito e dei risultati ottenuti, riteniamo quindi raggiungibili gli obiettivi previsti dal piano per il 2026”. Il primo semestre 2026 sembra segnare un cambio di passo per Websolute. Da dove nasce questo risultato? Dopo l'approvazione del bilancio 2025, il Consiglio di amministrazione ha deliberato un piano industriale molto importante, con obiettivi annuali su un orizzonte di tre anni. Il piano riguarda l'intero gruppo, che comprende otto società, e ha come primo obiettivo il recupero della marginalità e della generazione di flussi di cassa della gestione caratteristica tramite attività di normalizzazione strutturale, l’’efficientamento dei processi primari, lo sfruttamento delle sinergie commerciali interne al Gruppo. Nel 2025 abbiamo registrato un calo dei ricavi che non è però corrisposto a una perdita di clienti. Il mercato ha attraversato una fase di transizione legata all'avvento dell'intelligenza artificiale: molti hanno rimandato le decisioni di investimento e lo sviluppo dei progetti in corso perché si sono trovati a dover valutare non soltanto l'impatto dell'AI sul digitale, ma anche sui propri processi interni e sulla organizzazione delle risorse impiegate nel modello tradizionale. Nel frattempo, però, il piano degli investimenti, proprio in ambito AI, che Websolute aveva avviato in modo continuativo già dal 2023 ci hanno permesso di sviluppare nuovi servizi consulenziali, piattaforme AI driven proprietarie e sistemi agentici verticali in termini di specializzazione. Questo ha prodotto una crescita significativa delle nuove attività e ci ha consentito di acquisire clienti anche di dimensioni superiori rispetto al nostro target storico» Qual è oggi il vostro cliente di riferimento? Websolute si rivolge principalmente alla fascia alta delle PMI, spesso aziende leader nei propri settori, con fatturati che possono arrivare a 250-400 milioni di euro anche se il nostro parco clienti include molte PMI con fatturati che partono da circa 20 milioni di euro in su potendo contare su approcci e proposte molto adattabili a specifici bisogni dei nostri clienti. Spesso le aziende a cui ci rivolgiamo ci scelgono in quanto hanno bisogno di un partner capace di affiancarle nell’analisi e progettualità preliminare degli obiettivi per la definizione dei loro percorsi di AI trasformation e nello sviluppo dei conseguenti progetti digitali. L'intelligenza artificiale ha accelerato una domanda che parte spesso da una prima esigenza: capire cosa fare, come intervenire sui processi e come preparare le risorse, dati e informazioni per poter utilizzare efficacemente l'AI all'interno dell'organizzazione. Nel 2026, mediamente, sette richieste su dieci che riceviamo contengono già un interesse per i servizi legati all'intelligenza artificiale. Come si riflette tutto questo sui conti? Il primo semestre ha già prodotto i primi benefici del piano industriale. Abbiamo registrato una crescita commerciale alimentata dai nuovi prodotti e, parallelamente, un mantenimento o in alcuni casi una riduzione dei costi caratteristici. Questo ha determinato un miglioramento della redditività. Anche la dinamica finanziaria è migliorata: nel primo semestre la generazione di cassa è stata di circa 2,5 milioni di euro, un dato decisamente superiore a quello del periodo precedente. Sono risultati che ci fanno ritenere che le azioni avviate sul fronte commerciale, dell'offerta, dell'efficientamento organizzativo e delle sinergie stiano producendo effetti strutturali. Il lavoro non è concluso. Ci aspettiamo che questi benefici oltre a nuove implementazioni di attività finalizzate al miglioramento delle performance proseguano nel secondo semestre e, soprattutto, che ci consentano di essere più competitivi già dall’inizio del 2027 in avanti. Gli obiettivi del piano per il 2026 restano quindi confermati? Con l'approvazione della semestrale abbiamo verificato la coerenza dei risultati rispetto ai target del piano industriale e li abbiamo confermati. Al 30 giugno il backlog ordini evidenziava una crescita superiore a quella dei ricavi del primo semestre. Sulla base del portafoglio acquisito e dei risultati ottenuti, riteniamo quindi raggiungibili gli obiettivi previsti per il 2026. Il piano prevede poi una seconda fase, relativa al 2027-2028, nella quale la leva sarà soprattutto quella operativa, con un'ulteriore crescita della marginalità e della generazione di cassa e un miglioramento della posizione finanziaria netta, fino ad avvicinarci all'estinzione del debito nella condizione stand alone di parità di perimetro di consolidamento. Quanto pesa l'AI nella trasformazione del vostro modello di business? Moltissimo. La crescita dell'AI significa per noi anche sviluppare un modello caratterizzato da una maggiore componente di ricavi ricorrenti, attraverso la vendita di licenze di piattaforme e sistemi agentici proprietari. Non vogliamo competere con le grandi piattaforme generaliste. Il nostro ruolo è aiutare le aziende a utilizzare l'intelligenza artificiale in modo governato, costruendo ambienti e strumenti coerenti con la loro organizzazione, i loro dati e le loro procedure. In sintesi l’obiettivo è aiutare le aziende a sviluppare una propria intelligenza artificiale, un proprio mental model in grado di pensare e attivarsi in modo coerente alle proprie peculiarità, priorità ed aspettative. Le nostre piattaforme sono pensate per essere indipendenti dalla singola tecnologia. I sistemi di AI evolvono molto rapidamente e oggi non sappiamo quale piattaforma sarà leader tra due anni. Per questo abbiamo sviluppato soluzioni che possono integrare diverse intelligenze e scegliere, in funzione del progetto, la combinazione di tecnologie disponibili sul mercato più adatta nel momento in cui le valutazioni vengono effettuate ed in modo più sicuro per la gestione di dati e informazioni riservate dei nostri clienti. L'AI sta cambiando il vostro posizionamento. Esattamente. Non operiamo più esclusivamente nell'ambito del marketing e del digitale tradizionale. Stiamo diventando un partner per l'AI transformation dei processi aziendali: dal customer service alla logistica, dall’ HR al marketing o alle vendite, fino alla gestione di fasi di processi tipicamente presenti in tutte le aziende e delle informazioni normalmente utilizzate dalle organizzazioni interne ed esterne di una impresa. Questo amplia anche il valore dei progetti. Le prime attività esplorative potevano avere dimensioni di 40-60 mila euro, oggi vediamo progetti nell'ordine anche dei 150-250 mila euro, spesso concepiti come cantieri evolutivi che possono svilupparsi in più fasi progressive nel tempo. L'intelligenza artificiale apre quindi anche la porta a clienti più grandi? È uno degli effetti che stiamo osservando. Websolute ha raggiunto un livello di competenze e un track record che ci permette di collaborare anche con system integrator più grandi, ai quali forniamo competenze sulla consulenza e sullo sviluppo di soluzioni di AI generativa. Abbiamo già realizzato  circa 40 progetti con importanti aziende di diversi settori, compresa la finanza, e questo patrimonio di esperienze concrete è diventato un elemento importante del nostro posizionamento. Veniamo contattati anche da aziende molto più grandi proprio perché possiamo dimostrare di avere concreta esperienza grazie alla realizzazione di progetti in vari ambiti settoriali in cui sono stati ottenuti risultati misurabili. Quali sono, in questa fase, le principali difficoltà che incontrano le imprese? Una delle questioni fondamentali riguarda la cultura aziendale e la capacità del management di accompagnare il cambiamento. Le resistenze sono normali, ma l'AI va affrontata come un processo evolutivo, cercando di capire anche quali attività possono essere migliorate e come liberare tempo per attività a maggiore valore aggiunto. Per questo abbiamo una società del gruppo dedicata alla formazione, che realizza anche programmi formativi aziendali. L'adozione dell'AI non può essere una commessa che si apre e si chiude in tre mesi: è un percorso progressivo, nel quale tecnologia, organizzazione e competenze devono evolvere consapevolmente insieme. Guardando ai prossimi anni, quale sarà la sfida per Websolute? Siamo ancora in una fase di forte evoluzione. I dati che osserviamo mostrano una crescita molto rapida dell'adozione dell'intelligenza artificiale da parte delle imprese e riteniamo che ci saranno ancora due o tre anni di sviluppo intenso. Per noi, però, la priorità non è soltanto vendere nuovi servizi: è affermare e consolidare il posizionamento di specialista in questo specifico ambito. In un mercato nel quale tutti parlano di intelligenza artificiale, la differenza sarà dimostrare concretamente quali aziende hanno realizzato progetti, con quali risultati e con quale capacità di accompagnare il cambiamento. In termini di competitività, il successo di un’azienda nel proprio ambito settoriale, sarà in futuro strettamente collegato alla capacità delle imprese di riuscire a passare il più velocemente possibile dalla fase della sperimentazione dell’AI, in cui si trovano oggi, alla fase dell’utilizzo quotidiano nei propri processi interni. Il time to market della finalizzazione di questo processo sarà una leva decisiva nel posizionamento futuro di ogni azienda, di ogni settore. Il 2025 è stato per noi un anno di discontinuità, il 2026 è l'anno della normalizzazione e della messa a terra delle attività di miglioramento continuo e degli investimenti. Abbiamo già un portafoglio di prodotti, competenze e una strategia coerente con la direzione verso cui si sta muovendo il  mercato AI in Italia che evidenzia tassi annuali di crescita del 50%. Questo ci consente di guardare ai prossimi anni con una base di partenza diversa, sapendo però che in un mercato così dinamico il vantaggio competitivo va continuamente alimentato dalla capacità di produrre innovazione.  

06/10/2026